«Pensiamo di sapere cosa attenderci ma ogni immersione ci riserva, al contrario, sorprese inaspettate». È il cambio di prospettiva che le telecamere ad alta definizione portano negli ambienti profondi, come sottolinea un approfondimento di SNPA. La prima campagna oceanografica del progetto PNRR MER “Seamounts” — Intervento A14 — ha trasformato quella sorpresa in un programma di mappatura su vasta scala: ISPRA ha completato la mappatura di 79 seamount situati oltre le 12 miglia dalla costa italiana, a profondità comprese tra 150 e 2000 metri, come illustra la pagina sulle montagne sottomarine dello Stretto di Sicilia. Non è un semplice censimento: è la prima volta che molti di questi rilievi entrano in una documentazione sistematica.

Il buio non nasconde più i seamount

L’osservazione diretta con telecamere ad alta definizione cambia completamente la prospettiva sulla vita nelle profondità marine. Il passaggio da campionamenti puntuali e ricostruzioni indirette a immagini continue del fondale permette di vedere le comunità bentoniche e le strutture geologiche nel loro contesto reale, senza dover dedurre ciò che si trova sul fondo da pochi prelievi. A bordo di una nave oceanografica, il team ISPRA ha documentato undici seamount e banchi nello Stretto di Sicilia: Alfil-Linosa III, Avventura-Pantelleria-Talbot, Bannock, Bouri, Euridice, Madrepore, Pantelleria Centrale, Pinne e Urania, Cimotoe ed Empedocle. La maggior parte di questi rilievi non era mai stata esplorata né studiata prima. I dati raccolti sono pensati per la conservazione della biodiversità e per la valutazione dei rischi geologici, due usi che richiedono conoscenze di base oggi ancora frammentarie.

Specie lente, minacce rapide

Perché undici montagne sommerse quasi sconosciute meritino tanta attenzione lo spiega la biologia di questi ambienti. Molte specie che vivono sui seamount crescono e si riproducono lentamente e sono quindi altamente vulnerabili alla pesca non sostenibile e all’esplorazione mineraria, con rischi di sovrasfruttamento e distruzione dell’habitat, come riporta la scheda di IUCN sulla conservazione dei seamount. In termini concreti, una popolazione con tempi lunghi di crescita e riproduzione non può compensare rapidamente la perdita di individui: un prelievo intenso o la rimozione del substrato rischiano di produrre effetti che durano ben oltre la singola stagione di pesca o di esplorazione.

Le minacce non sono ipotetiche. La pesca di fondo in acque profonde e l’estrazione mineraria in acque profonde figurano tra i principali fattori di pressione per questi sistemi. Nel Mediterraneo il quadro diventa ancora più concreto: i seamount sono sempre più sfruttati dall’uomo e la pesca è un’attività diffusa, con danni importanti causati dai pescherecci a strascico, secondo l’analisi di IUCN sui seamount del Mediterraneo. Le problematiche ambientali emergenti includono l’esplorazione per minerali dei fondali marini e lo sfruttamento di gas e petrolio, con particolare intensità nel Mediterraneo centrale e orientale. Non è una semplice coincidenza geografica: è l’area in cui la campagna PNRR MER ha lavorato, e dove la conoscenza deve correre alla stessa velocità delle pressioni economiche.

Il confronto: 113 seamount a Palau

Mentre ISPRA completa la prima campagna, altri attori internazionali accelerano. Nel suo rapporto annuale 2025, NOAA Ocean Exploration riferisce di aver raccolto, tra luglio e ottobre, dati di mappatura ad alta risoluzione nella Zona Economica Esclusiva di Palau, in gran parte all’interno del Palau National Marine Sanctuary, mappando 113 seamount. Il confronto tra le due scale — 79 rilievi da mappare nel progetto italiano, 113 già mappati in una singola campagna statunitense — mostra che la conoscenza dei fondali è una corsa contro lo sfruttamento. Dove l’Italia ha puntato sull’osservazione diretta con telecamere ad alta definizione, l’iniziativa americana ha privilegiato la copertura batimetrica ad alta risoluzione. Sono approcci diversi, ma con lo stesso obiettivo: arrivare prima delle attività economiche con dati sufficientemente solidi da orientare vincoli e tutele.

La sorpresa scientifica non è un lusso. È lo strumento per capire cosa rischiamo di perdere prima che pesca a strascico, estrazione mineraria sottomarina e trivellazioni ne cancellino la memoria.