Il dipartimento ambientale ha assegnato fondi a 31 comunità per progetti di raccolta e bonifica dei copertoni
Prima di essere un problema di decoro urbano, un pneumatico abbandonato è un’incubatrice. La cavità del copertone raccoglie l’acqua piovana e offre ad Aedes aegypti e Aedes albopictus esattamente il microhabitat in cui deporre le uova: da qui partono dengue, chikungunya, Zika e West Nile. In Indiana questa consapevolezza si è tradotta, a fine luglio, in un intervento concreto: l’IDEM ha assegnato 308.300 dollari a 31 comunità per sostenere progetti di bonifica di pneumatici fuori uso in tutto lo stato.
La cavità che incuba l’epidemia
Un cumulo di pneumatici non è un rifiuto inerte. I pneumatici accumulati o smaltiti illegalmente possono incendiarsi, ospitare zanzare e roditori portatori di malattie e contribuire ad altri problemi di salute pubblica. Sono due rischi che convergono sullo stesso oggetto: il fuoco che si propaga in un deposito abusivo e il vettore che trova riparo nella cavità. Il punto non è solo ambientale: è sanitario, e il meccanismo è scritto nella forma dell’oggetto.
Ogni pneumatico è una piccola vasca: la cavità trattiene l’acqua e un cumulo con migliaia di unità moltiplica queste vasche per migliaia di volte. È qui che entra in gioco la prossimità. I residui di gomma, che solitamente si trovano vicino alle popolazioni umane, rappresentano siti di riproduzione adatti per vettori di arbovirus come dengue, chikungunya, Zika e West Nile. Il vettore nasce a pochi metri dall’ospite: la distanza tra un cumulo e un’abitazione è spesso la distanza tra un focolaio potenziale e un caso clinico.
Considerare i pneumatici fuori uso come semplice rifiuto significa ignorare questa funzione. Un programma di bonifica è, di fatto, una misura di controllo vettoriale: rimuovere un cumulo riduce la disponibilità di siti di riproduzione. Resta la domanda aperta: quanto vale, in dollari e in azioni, questa consapevolezza?
308.300 dollari, 31 comunità: il denaro che insegue il vettore
La risposta dell’Indiana arriva attraverso l’IDEM, il dipartimento statale per la gestione ambientale. Le Waste Tire Grants finanziano progetti di raccolta e bonifica. Il commissioner Clint Woods ha ribadito che i pneumatici conservati o smaltiti in modo improprio non sono solo un pugno nell’occhio: possono creare sfide ambientali e sanitarie per le comunità.
Ma la contabilità smonta l’intervento. Per l’anno fiscale 2026 l’IDEM mette a disposizione 300.000 dollari in sovvenzioni; le domande per le Waste Tire Grants sono state accettate dal 15 dicembre 2025 al 17 gennaio 2026. I 308.300 dollari assegnati a 31 comunità equivalgono in media a meno di 10.000 dollari per comunità: cifre pensate per bonifiche mirate, non per azzerare il fenomeno. Sei mesi tra la chiusura delle candidature e l’assegnazione: un intervallo non trascurabile quando un cumulo di pneumatici è già un sito di riproduzione attivo. E l’Indiana è solo un tassello.
48 milioni di motivi per guardare oltre l’Indiana
La scala nazionale ridimensiona ogni singola sovvenzione. Circa 48 milioni di pneumatici fuori uso abbandonati restano in almeno 23 stati e terre tribali. Ogni unità è una potenziale incubatrice: il confronto tra un intervento da poche decine di migliaia di dollari e un arretrato di milioni di unità è la misura della distanza tra risposta istituzionale e rischio reale.
Lo scorso marzo l’EPA ha proposto nuove regole per accelerare la pulizia dei cumuli di pneumatici fuori uso a livello nazionale. La proposta, però, è ancora una proposta: si aggiunge a un quadro in cui i singoli stati si muovono a velocità diverse, con budget diversi. La geografia dei cumuli abbandonati non coincide con la geografia dei fondi disponibili.
Resta aperta la questione della velocità. In Indiana il problema è riconosciuto e finanziato; a livello nazionale resta la distanza tra la lentezza delle regole e la rapidità con cui un cumulo di pneumatici diventa un focolaio. La domanda non è se la bonifica raggiungerà la scala del rischio, ma quando.




