Taglio di 9.800 dollari sul modello 2026 dopo la fine del credito d’imposta, in un mercato in calo del 20,5%.
Un’auto elettrica proposta a 35.000 dollari può bastare a convincere qualcuno a cambiare marchio? L’anno scorso, stando a Hyundai, la IONIQ 5 ha registrato un tasso di conquista del 69,8%, mentre la IONIQ 9 a tre file si è fermata al 64,3%. Eppure lo stesso mercato americano dell’elettrico, nel secondo trimestre, ha perso più di un quinto delle vendite rispetto a un anno prima. Il paradosso Hyundai parte da qui: un prodotto che conquista clienti degli avversari, dentro un mercato che continua a frenare.
Il prezzo come arma
Dopo che il credito d’imposta federale per i veicoli elettrici è terminato lo scorso settembre, Hyundai ha annunciato una riduzione dei prezzi fino a 9.800 dollari sul modello IONIQ 5 del 2026. Il modello base IONIQ 5 RWD Standard Range parte da 35.000 dollari. La mossa è una scelta esplicita: usare il listino per compensare la scomparsa dell’incentivo pubblico e rendere l’auto più competitiva rispetto alle rivali che fino a pochi mesi prima potevano contare sullo sconto fiscale federale.
Il prezzo, però, è solo metà della storia. Abbassare il listino non dice nulla sulla domanda reale, né sulla salute complessiva del mercato. Per capire se la strategia funziona bisogna guardare i numeri delle vendite.
La realtà dei numeri
Nel secondo trimestre di quest’anno, stando a Cox Automotive e Kelley Blue Book, sono state vendute 247.226 auto elettriche negli Stati Uniti, con un aumento del 14,7% rispetto al totale rivisto del primo trimestre. A prima vista è una buona notizia. Ma il confronto annuo racconta un’altra storia: il volume è diminuito del 20,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, il terzo calo consecutivo su base annua. Il rimbalzo congiunturale, insomma, non basta a nascondere la frenata tendenziale.
Il dettaglio più rilevante è un altro. Le vendite di veicoli elettrici sono rimbalzate nel secondo trimestre, segnando i risultati più forti per le case automobilistiche statunitensi da quando il credito d’imposta federale è terminato lo scorso settembre. Detto in modo più semplice: dopo mesi di vuoto lasciato dall’incentivo, le case hanno ricominciato a vendere di più rispetto al trimestre precedente, ma ancora molto meno rispetto a un anno prima. Il mercato americano dell’elettrico non è in espansione: sta cercando di stabilizzarsi.
È esattamente in questo spazio che la scelta di Hyundai assume un significato diverso. Se il totale non cresce, crescere significa prendere quote a qualcun altro. La guerra non è più contro il motore termico, ma tra marchi elettrici.
Chi vince e chi perde
Ecco il campo di battaglia dopo il ribaltone del credito d’imposta. Nel primo semestre Tesla ha visto le vendite calare di oltre il 10%, ma ha comunque rappresentato circa la metà di tutte le vendite di veicoli elettrici negli Stati Uniti. Secondo i dati di Cox Automotive, Chevrolet è seconda a distanza, seguita da Hyundai e Cadillac. È una classifica che racconta la tensione del momento: il leader arretra ma resta dominante, i rivali si contendono i resti di un mercato più piccolo.
La IONIQ 5, intanto, ha già superato la Toyota bZ, che era in vantaggio fino al primo trimestre. Nei dati diffusi all’inizio di luglio, il modello coreano ha scavalcato quello giapponese. È il segnale che la strategia di conquista sta funzionando, almeno in termini di posizionamento: Hyundai non vende più auto elettriche solo a chi già possedeva una Hyundai, ma riesce a portare clienti da altri marchi, come indicava già quel tasso di conquista del 69,8% registrato l’anno scorso.
Resta la domanda: una guerra dei prezzi può sostituire un incentivo pubblico? Il taglio fino a 9.800 dollari ha reso la IONIQ 5 più competitiva, ma opera in un mercato che ha perso il sostegno federale e che su base annua continua a scendere. Abbassare i listini può spostare clienti da Tesla a Hyundai, o da Toyota a Hyundai, ma non è detto che allarghi la domanda complessiva. E se la domanda non riparte, la rincorsa alle quote rischia di diventare una maratona a margini sempre più stretti.
Hyundai ha scelto di comprare quote di mercato a colpi di sconto. Resta da capire se il mercato americano dell’elettrico, orfano del credito federale, saprà reggere una competizione basata solo sul prezzo.




