Il sesto atto del Gse aggiunge 479 domande per 24,05 MW, ma il programma è fermo a 795,5 milioni
Il sesto atto di concessione dei contributi Pnrr per le comunità energetiche rinnovabili e i gruppi di autoconsumatori, pubblicato dal Gse lo scorso 31 luglio, comprende 479 domande per 10.722.689,98 euro. È il primo provvedimento successivo al blocco delle risorse scattato a novembre 2025 e arriva a ridosso dell’apertura del portale unico per la rendicontazione delle spese. A rendere il dato meno appariscente di quanto sembri è la potenza: 24,05 MW, secondo i calcoli di QualEnergia, contro i 1.763,6 MW già ammessi complessivamente. Un dettaglio tecnico che racconta lo stato reale del programma: la fase di espansione è chiusa, ora si entra nell’esecuzione.
La sesta tranche: 24,05 MW su 479 domande
L’atto, datato 30 luglio 2026, aggiunge 479 richieste per 10,7 milioni di euro, pari a 10.722.689,98 euro nel dettaglio dell’allegato. La potenza corrispondente è di 24,05 MW, ottenuta sommando i valori riportati nell’allegato. Con questo provvedimento, il Gse sale a 30.299 richieste ammesse, per 779 milioni di euro e 1.763,6 MW complessivi.
Il dato che conta non sta nei 10,7 milioni di questa tranche, ma nel contrasto con il quadro complessivo. Aggiungere 24,05 MW su 1.763,6 MW è un incremento marginale, che conferma come le ammissioni procedano per lotti ormai piccoli rispetto alla potenza già riconosciuta. La corsa ai fondi si è esaurita; resta da capire quanta di questa potenza arriverà davvero all’esercizio.
Il paradosso delle risorse: fermate a 795,5 milioni, quadro a 1.041,5
Per leggere il sesto atto serve il contesto. Il MASE ha bloccato le risorse del PNRR per le comunità energetiche e l’autoconsumo al raggiungimento di 795,5 milioni di euro il 21 novembre 2025. Il portale del Gse, però, fissa le risorse totali a 1.041,5 milioni di euro: un valore superiore alla soglia che aveva fatto scattare il blocco. È questo disallineamento a definire lo stato reale del programma, più di ogni singolo elenco.
I numeri complessivi confermano la fotografia. Il Gse registra 48.750 domande presentate nel periodo compreso tra l’8 aprile 2024 e il 30 novembre 2025; di queste, 30.299 risultano ammesse. Il sesto atto, datato 30 luglio 2026, ne ha aggiunte 479 per 10,7 milioni di euro. La domanda ha continuato a correre fino all’ultimo giorno utile, ma le ammissioni raccontano un ritmo più lento.
Con 48.750 domande presentate e 30.299 ammesse, il nodo non è più l’accesso ai fondi ma l’esecuzione. Quante di queste richieste si tradurranno in impianti realizzati e rendicontati è, a questo punto, l’unica variabile che conta davvero.
La prova del nove: dal 3 agosto si rendiconta
Per chi installa o gestisce una comunità energetica, il momento che pesa arriva dopo l’ammissione. Il portale unico per rendicontare le spese è operativo dal 3 agosto: è lì che vanno rendicontate le spese sostenute per gli interventi ammessi. La rendicontazione, non la domanda, è il passaggio che separa un progetto sulla carta da un impianto finanziato.
Il motivo per cui questo passaggio conta, al di là dei numeri, sta nell’effetto concreto delle CER: la condivisione dell’energia rinnovabile riduce la spesa energetica per famiglie, imprese e realtà sociali, contribuendo al contrasto della povertà energetica. In questa fase, ha più peso la qualità della rendicontazione che la quantità delle domande presentate. Il sesto atto non è una notizia da titolo, ma un segnale: l’espansione è chiusa, ora conta l’esecuzione.
In sintesi, il sesto atto del Gse non cambia la traiettoria del programma: conferma che la raccolta delle domande è chiusa da mesi e che il baricentro si è spostato sull’esecuzione. Per chi ha un progetto ammesso, il calendario ora è dettato dalla rendicontazione, non da nuovi bandi.




