Il piano approvato all’unanimità nel 2018 punta a zero emissioni entro il 2050, ma i tempi di esecuzione restano lunghi
Non è una data qualsiasi: pochi minuti prima della mezzanotte del 10 dicembre 2018, il consiglio comunale di Evanston adottò all’unanimità il Climate Action and Resilience Plan (CARP). A quasi otto anni di distanza, quel voto si misura in metri quadrati e aliquote: la soglia dei 20.000 piedi quadrati dell’Healthy Buildings Ordinance e una tassa amministrativa da ricalibrare. A fine luglio 2026, durante l’incontro pubblico organizzato dall’Evanston RoundTable sull’azione climatica locale, gli amministratori hanno fatto il punto: Evanston ha ridotto le emissioni del 40% mentre lavora per azzerarle entro il 2050, come ha riferito Jonathan Nieuwsma.
Dall’incontro è emersa anche la dimensione regionale del problema. Derek Eder, sotto l’Oak Park Climate Action Network nel 2024, ha amministrato il Climate Coach Program, un servizio di assistenza tecnica per mitigare il cambiamento climatico che mette in contatto i residenti tra loro. Il quadro è quello di un’area metropolitana che sperimenta strumenti diversi: standard edilizi a Evanston, assistenza tecnica a Oak Park.
La soglia dei 20.000 piedi quadrati
Per capire perché la norma tocca solo una parte del costruito, serve guardare al numero che la definisce. L’Healthy Buildings Ordinance di Evanston, come ha ricordato il sindaco Daniel Biss, è uno standard di prestazione edilizia che richiede agli edifici con 20.000 piedi quadrati o più — circa 1.860 metri quadrati — di avere zero emissioni in loco entro il 2050. Tradotto: al 2050 l’edificio non dovrà produrre emissioni direttamente sul posto.
La soglia non è simbolica: circa 500 edifici in città ricadono in questa politica. È il perimetro operativo della decarbonizzazione edilizia, la quota del costruito su cui si concentrano gli obblighi. Ma una soglia così netta lascia aperta una domanda: quanto velocemente un piano unanime diventa pratica?
Quattro anni, tre mesi e due settimane
La risposta arriva da un cantiere solare. Jonathan Nieuwsma ha raccontato al pubblico che sono serviti «quattro anni, tre mesi e due settimane» dal giorno in cui ha suggerito di installare pannelli solari al Robert Crown Community Center, un edificio già costruito per essere solar ready. Non un progetto qualunque: un intervento su una struttura predisposta fin dall’origine ad accogliere il fotovoltaico.
È qui che la promessa politica si scontra con la materialità dell’esecuzione. Il voto unanime del dicembre 2018 non ha eliminato i colli di bottiglia reali: il passaggio dal voto al chilowattora connesso in rete ha richiesto, per un singolo edificio, più di quattro anni. Il completamento dell’impianto al Robert Crown, nella primavera scorsa, ha mostrato cosa significhi davvero “solar ready”: non un’accelerazione automatica, ma solo un punto di partenza meno ostile.
La lentezza non è un’esclusiva di Evanston. Highland Park ha acquistato nei mesi scorsi il suo primo veicolo di polizia elettrico, un’idea che Kim Stone portava avanti da quindici anni. La domanda che resta aperta è di scala: se perfino un singolo progetto, su un edificio già predisposto, ha richiesto più di quattro anni, come si applica la stessa logica a 500 edifici e a un intero ciclo dei rifiuti? Il conto è semplice: il CARP ha un orizzonte al 2050, ma i tempi di esecuzione osservati finora suggeriscono che ogni progetto richiede una costanza amministrativa che va ben oltre il voto unanime.
Zero rifiuti: la leva amministrativa
Dagli edifici si passa a un’altra infrastruttura urbana: il flusso dei rifiuti commerciali e la sua tariffa. Lo staff comunale raccomanda che il consiglio dia mandato al City Manager di redigere un’ordinanza per modificare la tassa amministrativa nell’ambito della franchigia commerciale per i rifiuti solidi. La proposta di modifica della tassa amministrativa è esplicitamente finalizzata a sostenere l’obiettivo della città di Zero Waste entro il 2050. È una leva amministrativa, non tecnologica: agisce sui costi e sugli incentivi di chi gestisce i servizi di raccolta. Resta da vedere se il consiglio la trasformerà in ordinanza e con quali tempi.
Per chi gestisce edifici o rifiuti a Evanston, la transizione non è più un obiettivo lontano: è una soglia tecnica, una tassa da ricalibrare e un conto alla rovescia che corre dal 2018 al 2050.




