Centonovantaduemila punti di ricarica pubblicamente accessibili e vendite di auto elettriche aumentate del 48% nei primi quattro mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 secondo La Plateforme automobile: la Francia ha affrontato l’esodo estivo con i numeri dalla sua parte. Eppure, a luglio, janvaljan scriveva sulle pagine di Vaielettrico che in Cina, durante i grandi esodi, le stazioni di battery swap sono state «una manna dal cielo». Lo scorso 22 febbraio Nio ha completato 177.627 cambi batteria in un solo giorno. La differenza è tutta qui: la Francia moltiplica le colonnine, la Cina elimina l’attesa.

Il paradosso francese: 192.000 colonnine e attese fino a 20 minuti

Il dato dei 192.000 punti di ricarica dovrebbe chiudere ogni discussione: nessuno può dire che la Francia non abbia investito. Eppure apre una domanda. Che esperienza garantisce questa rete quando tutti la usano nello stesso momento? La risposta degli operatori francesi è onesta, e proprio per questo spiazzante. Secondo le previsioni degli operatori francesi, nel 2026 le attese nei periodi di maggiore affluenza dovrebbero restare, nella maggior parte dei casi, entro i 20 minuti. Venti minuti di attesa prevista. Non un guasto, non un’emergenza: il funzionamento ordinario nei momenti di picco.

Il paradosso è tutto qui. La Francia ha costruito una rete imponente e allo stesso tempo accetta un compromesso che contraddice la promessa di fondo della mobilità elettrica: ricaricare dovrebbe assomigliare a un pieno, non a un appuntamento da pianificare con margine. Il +48% di vendite dei primi quattro mesi del 2026 significa una cosa sola: sempre più automobilisti dipenderanno da quelle colonnine. Quando l’esodo elettrico diventerà la norma e non più l’eccezione, quei 20 minuti rischiano di trasformarsi nel migliore dei casi, non nel peggiore.

La lezione cinese: 177.627 cambi batteria in un giorno

Dalla rassegnazione francese si passa alla risposta che arriva da Pechino. Il dato del 22 febbraio — 177.627 cambi batteria in 24 ore — non va letto da solo. Accanto c’è un altro numero, che gli dà profondità: durante la festività di Capodanno cinese del 2026, il servizio medio giornaliero di cambio batteria di Nio è aumentato del 29,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In Cina il battery swap non è un esperimento al margine: è l’infrastruttura che assorbe i grandi esodi.

La frase di janvaljan non era un complimento, era una constatazione. Durante i grandi esodi — come il Capodanno cinese — le stazioni di battery swap sono state «una manna dal cielo». Quasi 178.000 operazioni in un solo giorno significano una cosa: il modello regge i picchi, non sulla carta ma nel traffico reale. E il +29,4% del periodo festivo indica che il servizio non si limita a resistere, cresce proprio quando serve. Non è un’anomalia statistica: è la risposta a un problema che in Francia viene ancora amministrato con l’attesa.

Quei numeri cinesi non sono l’eccezione. E allora la domanda diventa: cosa impedisce alla Francia di importare il modello? La Francia ha investito sulle colonnine, la Cina ha costruito un’alternativa che aggira l’attesa alla radice. Il confronto non è tra tecnologie, ma tra due modi di pensare il picco: accettarlo come un limite, oppure progettare l’infrastruttura per assorbirlo.

Bison Futé e la mappa in tempo reale: trasparenza o specchio del ritardo?

Se la Cina costruisce stazioni di swap, la risposta francese al problema delle code passa da una carta: la carte de Bison Futé, che presenta i dati di disponibilità in tempo reale delle stazioni di ricarica elettrica. Il viaggiatore può vedere, prima di partire o lungo il tragitto, dove si trova una colonnina libera. È uno strumento utile, nessuno lo nega. Ma sposta il problema invece di eliminarlo: sapere dove sono le colonnine non riduce l’attesa quando le colonnine sono tutte occupate. La domanda resta aperta: basterà sapere dove sono le colonnine, quando l’alternativa cinese elimina l’attesa alla radice?

Alla fine, la questione non è tecnica ma di politica industriale. La Francia sta davvero preparando la mobilità elettrica di massa, o sta soltanto rendendo più visibile la propria carenza? Una mappa dice dove sono le colonnine. Non dice quando smetterai di aspettare.