Il bando mette sul tavolo 40 mila euro per progetto, ma la disoccupazione femminile marchigiana segna il passo
Lo scorso 9 ottobre si è chiuso il primo sportello di Start&Innova Giovani, 1 milione di euro per nuove imprese under 36 nelle Marche. L’annuncio della Giunta regionale risale allo scorso 4 giugno, ma non è un capitolo da archiviare: è il test su una traiettoria regionale che dal 2016 al 2025 ha mobilitato oltre 49 milioni di euro per la creazione d’impresa. Il programma è finanziato dal PR Marche FSE+ 2021-2027 nell’ambito dell’Asse Occupazione. Sotto il cofano, però, ci sono parametri più interessanti della cifra complessiva.
Come funziona: 40 mila euro, 24 mesi, due sportelli
Il bando non è una promessa ma una meccanica con scadenze precise. Il contributo massimo è di 40 mila euro per progetto, a sostegno dell’avvio e del consolidamento delle nuove imprese. I progetti hanno una durata di 24 mesi. Le risorse complessive, pari a 1 milione di euro, sono ripartite tra il 2026 e il 2027. L’avviso è pensato per nuove start-up innovative promosse da giovani disoccupati.
La domanda del primo sportello è stata presentata sulla piattaforma informatica SIFORM2, aperta il 6 luglio 2026 e chiusa lo scorso 9 ottobre. Un secondo sportello si aprirà il 12 gennaio 2027 e resterà disponibile fino al 18 marzo 2027. Chi è rimasto fuori ha quindi una seconda finestra, ma con lo stesso vincolo tecnico: serve un progetto formalizzabile, non solo un’intenzione. Con un tetto di 40 mila euro a progetto, il fondo da un milione non lascia molto margine: la selezione, di fatto, premierà pochi progetti ben strutturati.
Dieci anni, 49 milioni, 1.800 imprese: il confronto
Il milione appena stanziato va letto accanto a una cifra più grande. Negli anni 2016-2025 la Regione Marche ha destinato oltre 49 milioni di euro alle politiche per la creazione d’impresa, contribuendo alla nascita di oltre 1.800 nuove imprese. Non è un contesto marginale: al 31 dicembre 2025 le imprese marchigiane registrate superano quota 145 mila, con un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni. E le Marche contano circa 360 start-up innovative, con un’incidenza tra le più alte a livello nazionale.
Accanto allo strumento regionale c’è Smart&Start Italia, lo strumento nazionale istituito con decreto del 24 settembre 2014 per promuovere su tutto il territorio nazionale le condizioni per la diffusione di nuova imprenditorialità. Il suo compito è sostenere le politiche di trasferimento tecnologico e la valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata. Il bando marchigiano opera su scala più piccola, ma con la stessa logica: trasformare incentivi in imprese che restano sul mercato. Resta da capire se questa meccanica ha prodotto risultati distribuiti o se è un’altra corsia per chi era già in grado di correre.
La crepa: la disoccupazione femminile sale mentre si finanzia l’innovazione
Proprio mentre si rafforza il canale per le start-up under 36, il mercato del lavoro marchigiano mostra una ferita. Secondo Il Resto del Carlino, il tasso di disoccupazione femminile nelle Marche è passato dal 14,4% del 2021 al 24,5% del 2022, con un aumento indicato del 10,1%. Sono numeri che arrivano da un periodo precedente all’avvio del nuovo bando, ma che misurano il terreno su cui il programma atterra.
Il dato pone una domanda secca: un contributo da 40 mila euro può raggiungere anche chi è più lontano dal lavoro, oppure resta un aiuto per chi ha già competenze, rete e capacità di presentare domanda sulla piattaforma? Il bando nasce per giovani disoccupati, ma la sua architettura — progetti innovativi, piattaforma digitale, durata di 24 mesi — tende a selezionare chi ha già un’idea formalizzabile. La meccanica da sola non colma i divari: può accelerare percorsi già avviati, non necessariamente crearne di nuovi.
Start&Innova Giovani non è un traguardo ma un test: la vera partita non è spendere il milione, ma capire se arriverà a chi serve, oltre le vetrine dell’innovazione.




