Il Bureau of Land Management ha definito un impianto solare e un data center per l’IA «essenzialmente simili».
Stessa identica posizione, stessa superficie, stesso perimetro. Eppure un impianto solare e un data center per l’intelligenza artificiale non potrebbero essere più diversi: uno produce elettricità, l’altro la consuma a ritmi insostenibili. Nella documentazione del progetto Townsite Data Center, il Bureau of Land Management ha scelto di ignorare questa differenza: li ha definiti «essenzialmente simili». Il fascicolo — organizzato in Decision Record, Determination of NEPA Adequacy e Plan of Development, con numero NEPA DOI-BLM-NV-S010-2026-0080-DNA — racconta come si sia passati dai pannelli ai server senza ricominciare da capo.
La questione non è astratta. Il BLM ha risposto alla richiesta di sostituzione con una Determination of NEPA Adequacy, o DNA, concludendo che l’analisi ambientale precedente soddisfaceva i requisiti del National Environmental Policy Act. In pratica, l’agenzia ha dichiarato che non serviva una nuova valutazione: quella pensata per il progetto solare andava bene anche per un data center.
Da pannelli a server: la sostituzione silenziosa
Per capire come si è arrivati a questa equivalenza bisogna riavvolgere il nastro dei documenti. Tra la fine del 2025 e il gennaio 2026, TS2 ha chiesto al BLM e a Boulder City di sostituire il progetto solare previsto con un data center per l’IA. Non un nuovo bando, non una nuova localizzazione: lo stesso appezzamento, lo stesso perimetro, solo che al posto dei moduli fotovoltaici sarebbero arrivate le macchine per il calcolo. Per il BLM i due sviluppi occupavano la «stessa identica posizione, stessa superficie e stesso perimetro» ed erano entrambi usi industriali con tecnologie «prevalentemente di natura elettrica e a stato solido».
È il passaggio che gli oppositori descrivono come «bait and switch»: il momento in cui un progetto di produzione di energia si è trasformato in un progetto che l’energia la assorbe. La DNA non è una valutazione d’impatto ambientale completa, ma un atto che si limita a dichiarare adeguata l’analisi precedente. Ma la somiglianza dichiarata regge al vaglio di chi deve giudicare?
Il giudizio che smonta la DNA e la mappa della corsa
La domanda non è teorica. La scorsa estate, davanti all’Interior Board of Land Appeals, la risposta è già arrivata: l’organo di appello ha ritenuto che gli oppositori avessero buone probabilità di successo sul ricorso NEPA. Il giudice amministrativo David Gunter ha scritto che nessun caso citato aveva convalidato l’uso di una DNA per progetti «così diversi come un data center e un impianto solare».
Qui il quadro si allarga. Secondo la deputata Dina Titus, circa l’88 per cento del Nevada è terreno pubblico: la corsa ai data center non riguarda un lotto isolato, ma la gestione di una superficie enorme. Secondo il Bureau of Land Management, su ordine del Presidente, sono in esame almeno una dozzina di proposte di data center su almeno 17.600 acri in Arizona, Idaho, Nevada, Oregon, Utah e Wyoming. La DNA di Townsite non è un errore di un singolo ufficio: è il banco di prova di una politica energetica che corre più veloce delle sue stesse regole.
Cosa succede ora a Townsite e alle altre 17.600 acri
Il caso Townsite non è un incidente isolato. Mentre il progetto del Nevada resta appeso a una DNA contestata, altrove il metodo è diverso. Il progetto Paducah, per esempio, è stato selezionato tramite una sollecitazione competitiva del DOE, e i suoi sviluppatori si sono impegnati al Ratepayer Protection Pledge della Casa Bianca, pensato per proteggere i contribuenti esistenti dai costi delle nuove infrastrutture.
Il confronto non è un dettaglio: da un lato una gara competitiva e un impegno a non scaricare i costi sulla bolletta, dall’altro una scorciatoia ambientale che equipara due progetti opposti. Resta da capire se lo stop isolato dell’Interior Board of Land Appeals basterà a fermare una macchina amministrativa già oliata. E il prossimo data center su suolo pubblico nascerà da una gara competitiva o da una nuova DNA?
La partita non è chiusa. La decisione finale su Townsite può riscrivere le regole per migliaia di acri pubblici nell’Ovest americano. Chi vincerà e chi perderà dipenderà da quanto le corti sapranno resistere alla pressione della corsa all’intelligenza artificiale.




