Il progetto è al 97% con 2,5 miliardi investiti, ma il grado DR richiede tolleranze strette per alimentare i forni
Sette milioni di tonnellate metriche all’anno di pellet di grado direct-reduction: è la chimica del minerale, non il numero, a fare la differenza. Con l’apertura ufficiale di settembre 2026 alle spalle, il progetto di Nashwauk si presenta completo al 97% e con 2,5 miliardi di dollari già investiti, ma il grado DR non perdona approssimazioni. Nel sito lavorano oggi circa 1.500 operai edili sindacali ogni giorno, e a regime l’impianto dovrebbe garantire 350 posti di lavoro permanenti nell’Iron Range.
La promessa da 7 milioni di tonnellate DR
Il dato tecnico non è un dettaglio. Il pellet di grado direct-reduction è un semilavorato pensato per alimentare direttamente un forno a riduzione diretta, dove il ferro viene estratto dal minerale senza passare dalla ghisa d’altoforno. Questo richiede una chimica e una consistenza molto più stringenti rispetto ai pellet tradizionali: impurità, granulometria e comportamento meccanico devono restare dentro tolleranze strette, altrimenti il forno ne risente. Mesabi Metallics promette di produrne 7 milioni di tonnellate metriche ogni anno, e i 2,5 miliardi di dollari già investiti fanno del progetto uno dei più grandi investimenti privati nella storia del Minnesota. Ma il 97% di completamento non è il 100%: da dove arriva esattamente questo progetto, e chi lo contende sul mercato?
Il peso del fallimento e la concorrenza che non aspetta
Prima di gridare al miracolo, serve ricordare che questo progetto arriva da un fallimento. Essar Steel Minnesota ha presentato istanza di Chapter 11 nel luglio 2016. Oggi Mesabi Metallics è controllata da SPL Advisors, una società d’investimento californiana che cerca di ristrutturare il debito di Essar e trovare circa 800 milioni di dollari per completare l’opera, stimata ormai vicina ai 2,6 miliardi di dollari. Il passato non è solo un ricordo: ha lasciato in eredità debiti per circa un miliardo di dollari e creditori in attesa di un piano di pagamento.
Nel frattempo la concorrenza non aspetta. Il Keetac di U.S. Steel ha già confermato la prima spedizione di pellet di grado DR ed è sulla buona strada per consegnare circa quattro milioni di tonnellate di pellet all’anno. L’investimento da 150 milioni di dollari segna un passo avanti nella strategia metallics di U.S. Steel. E poi c’è il contenzioso con Cleveland-Cliffs: un tribunale federale del Delaware ha stabilito che esistono prove sufficienti per consentire a una giuria ragionevole di concludere che la condotta di Cliffs sia stata anticompetitiva. Con la miniera già aperta a settembre 2026, il punto non è più promettere: è produrre e difendere il mercato.
A che punto siamo davvero: cantiere chiuso, contenzioso aperto
L’apertura ufficiale di settembre 2026 sposta la verifica sul campo. La miniera ha cominciato a operare, secondo MPR News, con il minerale destinato a un impianto siderurgico da 1,5 miliardi di dollari pianificato in Iowa. Ma il passaggio da cantiere a miniera operativa non dissolve le incognite. I numeri di Mesabi Metallics restano ambiziosi: sette milioni di tonnellate metriche all’anno, contro i circa quattro milioni di tonnellate che U.S. Steel prevede di consegnare dal Keetac. La domanda non è se il pellet DR arriverà, ma se basterà a reggere il confronto con Keetac e con un procedimento antitrust ancora aperto.




