La casa tedesca accelera sulla ricarica rapida: 168 miglia in 10 minuti, ma negli USA dal 2028.

Negli Stati Uniti, vendite giù del 17% a 70.800 veicoli. In Cina, calo del 27% a 125.100 auto. Sono i numeri del terzo trimestre di Mercedes, e raccontano di una casa automobilistica che perde terreno sul mercato americano e su quello cinese, il suo più grande mercato singolo. La risposta era arrivata a fine luglio: la GLA elettrica 2028, un SUV che secondo i dati tecnici diffusi dalla casa di Stoccarda può caricare a 320 kW e recuperare 168 miglia di autonomia in soli 10 minuti. Il problema è il quando. Negli Stati Uniti arriverà solo nella seconda metà del prossimo anno, quando il divario competitivo potrebbe essere già più profondo.

La scommessa da 320 kW

I numeri dichiarati sono robusti. Architettura a 800 volt, pacco batteria NMC da 85 kWh utilizzabili, autonomia massima di 408 miglia nel ciclo WLTP. La versione più potente annunciata, la GLA 350 4Matic Electric, accelera da 0 a 60 mph in 5,3 secondi, secondo le stime di Mercedes. Sono prestazioni da primato, almeno sulla carta.

Ma i numeri da brochure vanno letti con attenzione. Il ciclo WLTP è generoso: la stima EPA, più vicina all’uso reale negli Stati Uniti, scende a circa 350 miglia di autonomia, con un prezzo di partenza previsto intorno ai 45.000 dollari. Non è un’ammiraglia per pochi: è una scommessa di massa, in una fascia di mercato già molto affollata.

La vera inversione, però, non sta nella tecnica ma nella strategia di prodotto. Mercedes aveva puntato sulla linea EQ, con forme radicali e carrozzerie dedicate. Poi ha fatto marcia indietro, lanciando versioni elettriche più tradizionali dei suoi modelli più venduti, come la berlina CLA e il SUV GLC. La GLA elettrica segue la stessa logica: un’elettrica che assomiglia a una Mercedes, non a un esperimento di laboratorio. È il paradosso di questa fase: la tecnologia avanza, l’estetica si fa prudente.

E prudente resta anche la gamma. Accanto alla GLA elettrica pura, la famiglia 2028 prevede un’ibrida con motore turbo a quattro cilindri da 1,5 litri e un motore elettrico da 30 cavalli integrato nel cambio a doppia frizione a otto rapporti. Tradotto: nemmeno sul modello che dovrebbe guidare la ripresa Mercedes mette tutte le risorse sull’elettrico. È una scelta difensiva, e va letta come tale.

Troppo tardi per vincere?

La domanda da porsi è se questa mossa arrivi in tempo. Il quadro non è rassicurante. L’industria automobilistica tedesca è in difficoltà: Volkswagen, BMW e Mercedes hanno faticato a realizzare EV convincenti e software-defined, strette tra una transizione elettrica più lenta del previsto e la concorrenza dei produttori cinesi e di Tesla. Il problema non è solo il singolo modello: è la capacità di aggiornare le auto dopo la vendita, di gestire il software, di competere su scala globale.

Anche l’infrastruttura gioca contro. Mercedes-Benz USA ha annunciato che, dall’inizio del prossimo anno, gli ordini statunitensi della CLA EV includeranno un convertitore e saranno in grado di ricaricare a 400V e 800V, coprendo oltre 140.000 punti di ricarica negli Stati Uniti. È un dettaglio tecnico che rivela un problema più ampio: un’auto capace di 320 kW ha bisogno di colonnine che la sostengano, e negli Stati Uniti la rete ad alta potenza non è ancora scontata.

Chi vince e chi perde lo deciderà il mercato. La GLA elettrica 2028 è, nei numeri dichiarati, il tentativo più concreto di Mercedes di rispondere alla crisi. Ma un modello annunciato a fine luglio e disponibile solo nella seconda metà del prossimo anno non ferma l’emorragia nel breve periodo. Nel frattempo i concorrenti non aspettano. La tecnologia può compensare il ritardo strategico? La risposta resta aperta. Il tempo, però, è la risorsa più scarsa.