Il fondo da 595 milioni è esaurito in meno di un’ora: 55.680 voucher prenotati
Cinquanta minuti per svuotare il fondo
Il numero che fotografa meglio il cortocircuito è il confronto con il semestre. Secondo i dati di Motus-E, in appena 50 minuti sono stati ordinati molti più veicoli elettrici di quelli immatricolati in tutta la prima metà del 2026. Tradotto operativamente: un mercato fermo da mesi ha scaricato in meno di un’ora una domanda superiore alle vendite registrate nell’intero primo semestre. Non perché il semestre fosse brillante, ma perché in assenza di incentivi gli ordini si erano congelati, in attesa dell’apertura della piattaforma. Il problema, insomma, non è mai stato la scarsa propensione delle aziende all’elettrico.
Il meccanismo è quello tipico del click day. La piattaforma informatica di prenotazione gestita da Sogei ha comunicato al ministero un totale di 55.680 voucher prenotati. L’annuncio dell’esaurimento arrivò nel tardo pomeriggio del 23 ottobre: la somma di 595 milioni di euro, stanziata tramite spostamento di risorse dal Pnrr, risultava completamente spesa. In pratica, un programma pensato per accompagnare la transizione si è trasformato in una gara di velocità.
Ma per qualcuno non è una vittoria del mercato. Un commentatore, nell’articolo di Vaielettrico, ha definito l’iniziativa un fallimento: «Cosí non incentiva, ma blocca per diverso tempo quelli che già da tempo erano pronti a fare l’acquisto». Il click day premia chi prenota per primo, non chi ha pianificato con più razionalità il passaggio all’elettrico. Chi non era pronto al momento esatto dell’apertura resta fuori, e il mercato torna ad aspettare.
Il paradosso italiano: domanda repressa e mercato in calo
Le radici del paradosso affondano nell’attesa. Il mercato italiano aspettava da oltre un anno e mezzo la disponibilità di questi fondi, mentre il resto d’Europa accelerava. Nel 2025, l’Italia era stato l’unico grande Paese europeo a registrare un calo delle vendite di veicoli commerciali elettrici. Secondo i dati ACEA sulle immatricolazioni europee, nella prima metà del 2026 i furgoni elettricamente ricaricabili sono cresciuti del 41,6%, conquistando una quota di mercato del 13,2%.
La contraddizione è evidente: un mercato con una domanda repressa enorme, che si attiva immediatamente quando compaiono i fondi, ma che nel frattempo registra un calo strutturale rispetto ai principali partner europei. Il motivo è semplice: senza certezza sugli incentivi, aziende e autotrasportatori rimandano gli investimenti. Quando l’incentivo arriva, è così esiguo rispetto alla domanda che si esaurisce in meno di un’ora, e il ciclo riparte dall’attesa. È un meccanismo che si autoalimenta: meno fondi disponibili, più rimandi; più rimandi, meno immatricolazioni; meno immatricolazioni, meno infrastrutture installate.
Cosa cambia per chi installa e gestisce le flotte
Per chi installa colonnine e gestisce flotte, la questione non si chiude con l’incentivo all’acquisto. Il nodo è a monte: a che serve incentivare i mezzi elettrici se poi manca la ricarica in azienda? Sarebbe utile ripristinare ora il fondo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica dedicato alle infrastrutture di ricarica nelle aziende, uno strumento da 90 milioni di euro per il settore dell’autotrasporto e della logistica. Senza una rete di ricarica aziendale, l’incentivo all’acquisto rischia di restare un’opportunità sulla carta: un furgone elettrico senza punto di ricarica in sede è un costo, non un risparmio.
Il nuovo bando, attivo dal 29 luglio 2026, mette sul piatto 40 milioni di euro per i veicoli commerciali e 4 milioni per il contributo retrofit. Nulla che possa reggere il confronto con la precedente finestra da 595 milioni. La domanda resta aperta: basteranno questi 40 milioni o assisteremo a un’altra corsa a ostacoli, con prenotazioni esaurite in pochi minuti e operatori rimasti fuori?
La lezione per installatori e fleet manager è chiara: non è la tecnologia a frenare la transizione dei veicoli commerciali, ma la capacità di programmare incentivi e ricarica. Finché ogni bando verrà trattato come un lotto di voucher da click day, ogni nuova apertura sarà una lotteria. Chi progetta davvero un parco mezzi elettrico continuerà a restare in attesa, e il divario con il resto d’Europa rischia di allargarsi ancora.




