La casa giapponese equipaggerà di serie tutte le versioni con lo standard SAE, garantendo l’accesso alla rete Supercharger senza adattatori

Lo scorso 28 luglio, con l’annuncio ufficiale di Mitsubishi Motors, è arrivato il dettaglio tecnico che sposta l’attenzione: la Eclipse Sportback EV 2027 offrirà di serie su tutti i modelli la compatibilità con il North American Charging System (NACS) di SAE, dando accesso alla rete Supercharger. La vettura potrà caricare fino a 150 kW e passare dal 10% all’80% dello stato di carica in circa 35 minuti in Level 3. Non è un’autonomia da primato a fare la differenza, ma la risposta a una domanda molto concreta: dove la ricarico? Il lancio in Nord America è previsto in questo autunno 2026.

Colonnina e connettore: la scelta che elimina l’incertezza

La Eclipse Sportback EV non tratta il North American Charging System come un accessorio da acquistare a parte: è equipaggiamento di serie su tutte le versioni. In pratica, chi compra l’auto può collegarsi ai Supercharger senza adattatori intermedi. In aggiunta, il veicolo monta un connettore SAE J1772, utilizzabile per la ricarica di Livello 1 e di Livello 2 a casa o in altri contesti. Da un lato, il NACS copre la ricarica rapida in viaggio; dall’altro, il J1772 risponde all’uso quotidiano domestico, dove la ricarica notturna in corrente alternata resta la modalità più semplice da gestire. Per chi installa una wallbox, la presenza del J1772 evita di aggiungere componenti alla configurazione domestica.

I 150 kW dichiarati non rappresentano un primato assoluto tra le elettriche in arrivo, ma il dato va letto insieme alla rete a cui il connettore dà accesso. Trentacinque minuti per passare dal 10 all’80% in Level 3 sono un tempo compatibile con una sosta, non con una deviazione di rifornimento. E il progetto non nasce su una piattaforma isolata: la Eclipse Sportback EV sarà fornita dal partner dell’alleanza Nissan Motor Co. e si basa sulla Nissan LEAF di prossima generazione. La scelta del connettore si innesta quindi su una base tecnica già pensata per l’elettrico di volume.

Il pioniere che torna a dettare il passo

Dietro il connettore NACS c’è un costruttore che ha già aperto la strada. La Mitsubishi i-MiEV, la prima auto elettrica prodotta in serie al mondo, fu venduta ai clienti fleet in Giappone già nel luglio 2009 e arrivò negli Stati Uniti e in Canada alla fine del 2011. L’anno successivo, Mitsubishi introdusse a livello globale l’Outlander PHEV, il primo SUV ibrido plug-in al mondo, sbarcato in Nord America nel 2018. Oggi la casa gioca in rimonta, ma la sequenza storica spiega perché una mossa tecnica di questo tipo non è casuale: Mitsubishi ha già usato l’elettrificazione come leva commerciale, e il NACS di serie applica la stessa logica al problema della ricarica.

Cosa cambia per chi installa, compra e gestisce

Il banco di prova è sul campo. L’accesso nativo alla rete Supercharger tocca uno dei freni principali all’adozione dei veicoli elettrici negli Stati Uniti: l’incertezza sulla ricarica. Chi valuta l’acquisto di una EV spesso non si chiede soltanto se l’auto abbia abbastanza chilometri di autonomia, ma se troverà una colonnina affidabile lungo il percorso. In questo senso, un connettore NACS di serie e la compatibilità con i Supercharger spostano il confronto dal dato puro dell’autonomia alla disponibilità reale di infrastruttura.

Il confronto competitivo si estende anche alla garanzia. Secondo Consumer Reports, Mitsubishi offre una garanzia di 10 anni/100.000 miglia su powertrain e batteria contro la copertura più breve della Leaf. È un differenziale che conta per chi gestisce un’auto elettrica su un orizzonte lungo, dove il costo di sostituzione di una batteria può pesare più del prezzo di listino. La Eclipse Sportback EV, basata sulla Leaf di prossima generazione ma con garanzia più estesa, diventa così un test concreto: la storia pionieristica e l’alleanza con Nissan dovranno reggere il confronto con la rete e con i numeri reali di chi ricarica ogni giorno.

La Eclipse Sportback EV non è solo un’auto elettrica con il connettore giusto: è la prova che Mitsubishi sa ancora trasformare la propria eredità pionieristica in una leva commerciale concreta. Il successo, però, dipenderà da quanto la rete e la garanzia sapranno reggere sul campo.