EPC contractor costruisce impianti da 9,97 MWp a Roma per poi cederli

Il Lazio è la terza regione italiana per capacità solare installata, con 4,2 GW, mentre la Lombardia guida la classifica sopra i 6 GW, secondo i dati del primo trimestre 2026. Sono cifre da bilanci di settore, utili per i comunicati. L’ultimo annuncio del fotovoltaico laziale, però, parla di un impianto da 9,97 MWp in provincia di Roma. Detto così sembra un dettaglio da cantiere. In realtà è la spia di una partita industriale già avviata. A luglio, AIEM ha reso noto di essere in fase di completamento di un progetto utility scale a Campagnano di Roma, realizzato per un produttore indipendente internazionale, secondo l’annuncio pubblicato da QualEnergia. A fine settembre la domanda non è quanta potenza si è aggiunta, ma chi riuscirà a costruire il prossimo gigawatt prima che il FER X ridisegni le regole.

Il cantiere dei decimali

L’impianto occupa circa 13 ettari e immette 8 MW sulla rete di distribuzione a 20 kV. La potenza complessiva dichiarata è di 9.967,46 kWp: è quel mezzo kilowatt a fare la differenza tra un numero tondo e un dato da progetto. I moduli sono 16.038, tutti bifacciali, montati su strutture fisse inclinate di 20 gradi e ottimizzate per massimizzare la producibilità energetica del sito. A gestire la conversione ci sono 27 inverter di stringa, da 300 e 250 kW. E per collegare l’impianto alla rete nazionale sono stati realizzati oltre 6 chilometri di infrastrutture elettriche in media tensione. Un cantiere ordinato, senza eccessi.

Il tutto, messo accanto ai 4,2 GW del Lazio, vale una frazione minima del parco regionale. Il paradosso è proprio qui: una regione che si presenta come terzo mercato italiano del solare si racconta attraverso un cantiere da dieci megawatt. Ma dietro l’aritmetica c’è una partita industriale già avviata. Per capire perché quei decimali non sono un dettaglio, serve guardare chi c’è dietro il cantiere.

Il doppio ruolo di AIEM: costruttore e venditore

AIEM è un EPC contractor con sedi a Rovigo e Roma. Già nell’aprile 2025 aveva annunciato il completamento di due grandi impianti fotovoltaici in Veneto e in Emilia-Romagna, uno dei quali agrivoltaico, come riportato da un articolo di PV Magazine Italia. Ma il gruppo non è soltanto costruttore. Nel 2025, attraverso AIEM Green, AIEM e OEMpv, ha ceduto al gruppo AGSM AIM un portafoglio di 22 impianti per una potenza complessiva di 85 MWp, come documentato in una nota del gruppo AIEM. Costruire per vendere: è una rotazione di asset che trasforma l’EPC da semplice esecutore a soggetto capace di generare e cedere portafogli chiavi in mano. La cessione non è un episodio isolato, è il segnale di un mercato che sta cambiando pelle.

FER X, la complessità che spinge a prenotare gli EPC

Mentre i nuovi impianti vengono connessi, il quadro regolatorio si complica. Con l’avvio del nuovo sistema incentivante FER X, il mercato del solare utility-scale italiano si trova di fronte a un potenziale aumento di complessità. Non è una questione tecnologica: è una questione di tempi, requisiti e procedure. Un progetto che prima poteva contare su un percorso lineare oggi deve rispondere a criteri nuovi, con scadenze che non ammettono rinvii.

Gli investitori lo hanno già capito. Molti stanno prenotando la capacità produttiva degli EPC qualificati per assicurarsi la realizzazione dei progetti nei tempi previsti, come segnalato nella stessa comunicazione del gruppo AIEM già citata. Qui si decide chi vince e chi perde. Il FER X non premia soltanto chi ha i progetti migliori sulla carta: premia chi riesce a tradurli in cantieri reali entro le scadenze. La potenza connessa è una cosa — il Lazio con 4,2 GW è già terzo in Italia, la Lombardia supera i 6 GW — ma la capacità di cantiere disponibile è un’altra.

La corsa ai costruttori qualificati non è un dettaglio organizzativo. È una questione di potere contrattuale. Chi ha prenotato per tempo la capacità EPC avrà un vantaggio sui tempi; chi arriva dopo dovrà accettare condizioni peggiori, o rinunciare. E quando il mercato si restringe, i decimali smettono di essere un vezzo tecnico e diventano una metrica di sopravvivenza.

Per chi investe nel solare italiano, la domanda non è se il Lazio crescerà ancora. È se le capacità EPC già prenotate basteranno quando il FER X farà sul serio. Il cantiere di Campagnano di Roma — 9,97 MWp, 13 ettari, 16.038 moduli — non impressiona per dimensioni. Ma racconta in anticipo come si comporterà il mercato: costruire per vendere, prenotare per costruire, e non arrivare tardi. Chi arriva dopo rischia di trovare il cantiere chiuso.