Il progetto taglierebbe le emissioni del 58%, ma i costi sono quattro volte il gas.

Un progetto di elettrificazione per sostituire la cogenerazione dovrebbe ridurre le emissioni del 58%. Eppure, nei conti di chi lo ha valutato, i costi operativi del sistema elettrificato sarebbero circa quattro volte quelli del gas che andrebbe a sostituire. È il dettaglio tecnico emerso lo scorso luglio da un confronto tra professionisti dell’energia pubblicato da edie: spiega perché l’elettrificazione industriale britannica, pur promettendo meno emissioni, stenti a diventare conveniente. Il caso racconta un paradosso più ampio: la decarbonizzazione industriale avanza sulla carta, ma i conti operativi la frenano.

La promessa: -58% di emissioni, ma il conto operativo è quattro volte quello del gas

Il progetto raccontato nel confronto è un esempio concreto di promessa e trade-off. Sostituire la cogenerazione con un sistema elettrificato abbatte le emissioni del 58%, ma il conto operativo previsto da chi ha valutato l’intervento è circa quattro volte quello del sistema a gas. Non è una deviazione isolata: un impianto a pompa di calore in una vecchia birreria dovrebbe ridurre le emissioni del sito di circa il 40%, un miglioramento reale ottenuto però spostando i consumi verso l’elettricità. Nel frattempo, le decisioni sulla rete del gas sono rimaste irrisolte per un periodo regolatorio di cinque anni: chi deve pianificare investimenti pluriennali si muove in un quadro ancora aperto. Una partnership energetica presso Guy’s and St Thomas’ è stata citata come modello potenzialmente valido, il tipo di accordo che potrebbe offrire una via percorribile a chi installa e gestisce questi impianti.

Ma perché un progetto che abbatte le emissioni deve costare quattro volte di più nella gestione? La risposta non sta nella tecnologia, ma nel mercato elettrico.

Il nodo del prezzo: perché il gas comanda la bolletta elettrica

Il differenziale di costo non nasce da inefficienze del singolo progetto, ma dal modo in cui si forma il prezzo dell’elettricità in Gran Bretagna. Già nel 2023, secondo i dati riferiti all’International Energy Association (IEA), il Regno Unito ha registrato i prezzi dell’elettricità più alti per gli utenti industriali tra i 24 paesi che hanno comunicato i dati. Come mostrano i dati dell’Office for National Statistics, i prezzi per gli utenti industriali britannici erano quasi il 50% più alti rispetto a Francia e Germania e quattro volte quelli di Stati Uniti e Canada.

Il motivo è strutturale. Nel Regno Unito esiste una stretta associazione tra i prezzi del gas e quelli dell’elettricità, che discende dal modo in cui viene determinato il prezzo di sistema. Il prezzo di sistema è fissato dall’offerta di fornitura più costosa accettata tra i vari generatori elettrici: quando l’offerta che definisce il prezzo è legata al gas, è il gas a comandare la bolletta per tutti, anche per chi consuma energia generata da fonti più economiche. Nel frattempo, il governo britannico sta rafforzando standard e requisiti per test e manutenzione regolari delle infrastrutture energetiche, insieme a piani più ampi per aggiornare le reti dopo decenni di sottoinvestimenti.

Se il problema è sistemico, la domanda diventa: la rete e le politiche stanno davvero sbloccando le condizioni per elettrificare su larga scala?

Capacità sbloccata, ma il business resta stretto

Dal lato della rete, qualcosa si è mosso. NESO ha dichiarato di aver sbloccato 381,5 GW di capacità pronta per la costruzione, e di aver riordinato e pubblicato la nuova coda di connessioni, mettendo fine ad anni di stallo e privilegiando i progetti pronti a partire in grado di sostenere la crescita economica e garantire un sistema energetico sicuro in tutta la Gran Bretagna. Le riforme, disegnate attraverso un programma di coinvolgimento e approvate dal regolatore, possono, secondo NESO, liberare l’arretrato e sbloccare miliardi di investimenti.

Ma la capacità disponibile non si traduce automaticamente in convenienza. Secondo Make UK, circa l’80% dei produttori britannici — all’incirca 104.000 imprese — potrebbe elettrificarsi, eppure gli elevati costi dell’elettricità, i vincoli della rete e la carenza di competenze stanno rendendo il caso aziendale sempre più difficile. Come indica un sondaggio tra leader aziendali, il 69% ritiene che le imprese si stiano elettrificando più rapidamente di quanto i governi stiano preparando i sistemi elettrici, mentre l’88% afferma che l’elettrificazione rende le aziende più competitive.

Resta aperto il trade-off per chi installa: vale la pena elettrificare oggi se il costo operativo è quadruplo e le competenze mancano? Il segnale non è che l’elettrificazione sia impossibile, ma che per molti non è ancora conveniente. Finché il prezzo dell’elettricità resterà agganciato al gas e la carenza di competenze non sarà affrontata, i progetti come quello del -58% rischiano di restare eccezioni ben riuscite, non la regola del sistema industriale britannico.