L’impianto entrerà in esercizio entro giugno 2027 e immetterà il gas nella rete cittadina gestita da Amg Energia

A due mesi dall’avvio dei lavori — partiti lunedì 20 luglio 2026 — il progetto dell’impianto di biometano da discarica di Bellolampo non è più una promessa: il biogas che fin dal 2001 alimenta un impianto elettrico sarà trattato fino a diventare biometano e immesso direttamente nella rete urbana di Palermo. La differenza non è nel rifiuto, ma nella qualità del gas.

Dal biogas al biometano: la chimica dell’upgrading

Asja Energy è presente a Bellolampo fin dal 2001 con un impianto che produce energia elettrica sfruttando il biogas generato dalla discarica. Il nuovo salto di qualità consentirà di trasformare il biogas in biometano. In termini pratici: oggi il biogas viene utilizzato per produrre energia elettrica; con la riconversione, il gas verrà trattato per separare la frazione utile dagli altri componenti fino a raggiungere una qualità compatibile con la rete urbana. Il passaggio non è banale: significa passare da un uso locale del biogas come combustibile per la generazione elettrica a un prodotto immettibile in una rete di distribuzione, con requisiti di purezza ben più stringenti.

Numeri e primato: perché Palermo è un caso nazionale

Se la chimica spiega come, i numeri spiegano perché il progetto merita attenzione. L’impianto produrrà oltre 4 milioni di metri cubi di biometano all’anno, una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno di gas di circa 10.500 famiglie palermitane. In termini di sostituzione, la produzione eviterà ogni anno il consumo di 4 milioni di metri cubi di gas fossile — che l’Italia è costretta ad acquistare dall’estero — e l’emissione in atmosfera di circa 8.000 tonnellate di CO₂.

Sul piano industriale, l’investimento è di dieci milioni di euro. In cambio, le royalty che Asja Energy pagherà a RAP ammontano a circa 16 milioni di euro nell’arco dei prossimi 19 anni. E qui sta il salto di scala: quello che sarà realizzato da Asja Energy sarà il primo impianto in Sicilia per la produzione di biometano da biogas prodotto dai rifiuti urbani in discarica. Sarà anche il primo in Italia a immettere il biometano in una rete di distribuzione cittadina, quella di Palermo gestita da Amg Energia, piuttosto che nella rete di trasporto nazionale.

Giugno 2027 e le domande sul campo

Il primato si misura su una data precisa e su un vincolo normativo ed economico. L’entrata in esercizio dell’impianto, con il biometano che arriva nelle case dei palermitani, è prevista entro giugno 2027. Sul fronte autorizzativo, all’esito della valutazione preliminare ex art. 6 comma 9 del D.Lgs. 152/2006, la Regione Siciliana ha disposto che la modifica proposta per la riconversione a biometano dell’impianto Bellolampo 1 non debba essere assoggettata alla procedura di verifica di assoggettabilità. È un passaggio che evita un ulteriore livello procedurale, ma non riduce il tempo tecnico necessario all’entrata in esercizio.

Sul piano economico, le royalty pluriennali legano Asja Energy e RAP in un orizzonte lungo di circa 16 milioni in 19 anni. Sul piano tecnico, il Gruppo Hera — attivo nel biometano da discarica — rivendica di essere «i pionieri anche nella produzione biometano da discarica» raggiungendo la stessa qualità e lo stesso contributo energetico del metano di origine fossile. La formula non è casuale: definisce lo standard che Bellolampo dovrà garantire per immettere il gas nella rete urbana di Palermo. Ma se il biometano in rete cittadina diventasse norma, quale spazio resterebbe al vecchio impianto elettrico da discarica?

Il lettore deve restare con l’idea che Bellolampo non è solo un impianto: è il banco di prova del biometano da discarica in rete urbana. La promessa è solida sui numeri, ma il successo si misurerà a giugno 2027, quando il primo metro cubo entrerà davvero nelle case di Palermo.