Il progetto europeo da 27 milioni retrofittera’ un impianto di biogas esistente, con una capacita’ prevista di 160.000 tonnellate all’anno

Sei mesi dopo l'annuncio dell'ingresso di Emirates Biotech nel consorzio CIRCLE, a contare non è il numero dei partner ma la chimica. Il progetto punta a sostituire il metano con l'acido lattico in un impianto di digestione anaerobica esistente ad Amsterdam: per capire il peso della notizia bisogna partire dal processo, non dai nomi. CIRCLE è una iniziativa faro finanziata dalla Circular Bio-based Europe Joint Undertaking (CBE JU) nell'ambito del programma Horizon Europe dell'Unione Europea.

La promessa è tecnica: trasformare un impianto che oggi produce biogas in una bioraffineria chimica ad alto valore. Sostituire il metano con l'acido lattico significa cambiare l'uscita del processo: non più un gas da bruciare o immettere in rete, ma un intermedio chimico da cui si polimerizza il PLA.

Dal biogas all'acido lattico: la chimica che cambia un impianto

Il progetto CIRCLE dimostrerà su scala industriale una bioraffineria retrofitata, la prima nel suo genere, per valorizzare flussi di rifiuti alimentari e biomasse aggiuntive in acido lattico, sali di lattato e prodotti a base di PLA. Il cuore tecnico consiste nel retrofitare un impianto esistente di biogas/digestione anaerobica ad Amsterdam per trasformare rifiuti alimentari in acido lattico e PLA. Lo stesso flusso di materia organica che oggi viene degradato per produrre metano verrà dirottato verso intermedi chimici.

Il progetto non parte però da zero: già nel settembre 2025 è stata realizzata la prima PLA al mondo su scala di laboratorio interamente prodotta da rifiuti alimentari. È un risultato di laboratorio, non ancora un prodotto commerciale, e il salto dall'ampolla all'impianto definisce la credibilità dell'iniziativa. Ma trasformare un impianto di biogas in una bioraffineria chimica richiede numeri industriali: chi li mette e con quali tempi?

Un consorzio da 27 milioni per passare dal laboratorio all'impianto

La risposta è in un consorzio europeo che ora include anche Emirates Biotech. Il progetto ha una durata di quattro anni, 27 milioni di euro di finanziamenti e riunisce 17 partner lungo la catena del valore. Il coordinamento è affidato a TripleW; tra i partner figurano Volkswagen, FrieslandCampina, Davines, Sulzer e Sulapac. È una filiera che va dalla materia prima all'utilizzatore finale, con competenze distribuite tra chimica, ingegneria di processo e manifattura.

La scala industriale è definita nei numeri: l'impianto sarà costruito in due fasi da 80.000 tonnellate ciascuna, per una capacità totale di 160.000 tonnellate all'anno. Una volta completato, sarà il più grande impianto di produzione di PLA al mondo. L'ingresso di Emirates Biotech nel consorzio si allinea con la messa in servizio, prevista nel 2028, del suo impianto di PLA da 80.000 tonnellate all'anno.

In parallelo, TripleW ha annunciato il lancio della prima bioplastica PLA commerciale al mondo prodotta interamente da rifiuti alimentari. È un passaggio che sposta la categoria di riferimento: non più soltanto prova di laboratorio, ma prodotto commerciale. Resta da capire se la capacità complessiva troverà una domanda reale e come si posizionerà rispetto ai composti di PLA già sul mercato.

Il mercato non aspetta: il PLA convenzionale avanza nei componenti durevoli

Mentre il consorzio CIRCLE lavora sul retrofit, il mercato del PLA non sta fermo. TotalEnergies Corbion e Benvic hanno stretto una collaborazione per ampliare l'uso di composti a base di PLA Luminy® in applicazioni durevoli come automotive, healthcare, imballaggi cosmetici, elettrodomestici ed elettronica. Sono settori in cui i materiali restano in servizio per anni e dove la qualificazione dei gradi richiede tempo: chi entra oggi consolida posizioni difficili da scalzare.

Il quadro è chiaro: il PLA da rifiuti alimentari arriverà nel 2028, quando l'impianto di Emirates Biotech entrerà in servizio e il progetto CIRCLE avrà completato la dimostrazione industriale. Chi progetta componenti durevoli può davvero aspettare?

Per chi installa o gestisce impianti di digestione anaerobica, il segnale è che la conversione a prodotti chimici richiede tempi lunghi e partner industriali; per chi sceglie i materiali, il PLA durevole cresce già oggi, spesso da filiere convenzionali. La promessa di CIRCLE non si misura in adesioni, ma nella resa del retrofit e nella capacità di entrare nei componenti reali prima che il mercato si consolidi.