Il nuovo attraversamento più largo della provincia arriva mentre la mandria di bighorn scende a 140 esemplari
Il nastro e la mandria dimezzata
Lo scorso 2 giugno, sulla Highway 95 vicino a Radium, le forbici hanno tagliato il nastro per un nuovo sovrappasso per la fauna selvatica. A farlo c’erano funzionari locali, tra cui Richard Martin, consigliere della Shuswap Band. La mandria di bighorn che quel passaggio dovrebbe salvare, però, era già scesa da circa 350 esemplari negli anni Novanta a 140 nel 2022. Attirati dal campo da golf e dalle erbe lungo la strada, quei bighorn trovavano nella Highway 95 «una specie di negozio di caramelle», dice Kebe. Ma il dolce è diventato una trappola. Il nuovo manufatto viene descritto come il più largo attraversamento per la fauna selvatica della B.C. fuori dai parchi nazionali. Un primato che suona più come un allarme che come una festa.
La matematica della strage
Dal singolo nastro si passa presto alla rete. Su un tratto della Highway 3 che collega la British Columbia all’Alberta si contano più di 300 collisioni tra veicoli e grandi mammiferi ogni anno; il numero di carcasse è tanto alto che lungo il tratto sono state posizionate due grandi celle mortuarie. La mandria di Radium, intanto, era calata del 25% tra i primi anni 2000 e il 2017. E in media 10,5 pecore di montagna vengono uccise ogni anno dalle collisioni, con punte di 20 in alcune annate.
La Elk Valley aggiunge un prelievo su una specie già sotto pressione: le collisioni con i veicoli, insieme ai conflitti con gli esseri umani, uccidono il 5-8% dei grizzly ogni anno, secondo una ricerca pubblicata nel 2020 nei Proceedings of the National Academy of Sciences. E i grizzly si spingono più lontano nelle aree vicino a Yellowstone rispetto a trent’anni fa, segno che gli animali cercano corridoi dove la pressione umana sia minore.
Eppure le soluzioni funzionano. Se usate insieme alle recinzioni, le strutture di attraversamento possono ridurre le collisioni tra veicoli e fauna selvatica di oltre l’80%, secondo il governo della British Columbia; il Pew Center stima una riduzione superiore al 90%. Dal Parco nazionale di Banff, dalla fine degli anni Novanta, sono documentati più di 150.000 passaggi di animali. L’iniziativa Y2Y ha protetto più di 9,8 milioni di ettari di habitat e sostenuto la costruzione di circa 204 attraversamenti. Non manca la tecnologia: manca, per ora, la scala.
La lezione di Los Angeles
La misura del ritardo non sta solo nei numeri delle vittime, ma nel confronto con chi ha scelto infrastrutture su scala metropolitana. In California, il Wallis Annenberg Wildlife Crossing sarà un ponte vegetato da 92 milioni di dollari sopra dieci corsie della US-101, pensato per i puma minacciati dalla consanguineità: il più grande attraversamento del suo tipo negli Stati Uniti. Dieci corsie, un’unica struttura, una risposta calibrata su una metropoli. Radium, con la sua mandria dimezzata, resta un singolo tassello su una rete che ancora non esiste.
Resta da chiedersi se il prossimo taglio del nastro arriverà abbastanza in fretta. E con quali risorse, e con che tempi. Se il ritmo resta questo, il prossimo taglio del nastro rischia di arrivare dopo che l’ultima pecora di montagna avrà già attraversato l’autostrada.




