Nel secondo trimestre del 2026, con gli incentivi federali spenti da quasi un anno, i californiani hanno acquistato 86.857 nuovi veicoli a emissioni zero: il 19,1% delle vendite di auto nuove nello Stato. Il dato, diffuso a luglio dalla California Energy Commission, racconta una storia che non assomiglia a quella del resto del Paese. Nel resto degli Stati Uniti la quota di veicoli elettrici sul totale delle vendite di auto nuove è rimasta al 5,8% nel secondo trimestre, sostanzialmente invariata rispetto al primo e ben al di sotto del record del 10,6% raggiunto nel terzo trimestre del 2025, secondo i dati di Cox Automotive. Quasi un’auto nuova su cinque in California, il 5,8% nel resto del Paese. È il paradosso di una transizione che non viaggia alla stessa velocità.

19,1% contro 5,8%: il paradosso californiano

Il punto di svolta è arrivato il 30 settembre 2025, quando Washington ha eliminato gli incentivi federali per i veicoli elettrici. Fino a quel momento il mercato nazionale aveva toccato il suo massimo: 10,6% di quota nel terzo trimestre del 2025. Poi la discesa. Nel secondo trimestre del 2026 la quota nazionale si è stabilizzata al 5,8%, sostanzialmente invariata rispetto al primo trimestre e lontana dal picco di meno di un anno prima. Non è stata una caduta libera: è un assestamento al ribasso, la normalizzazione di un mercato che senza aiuti federali torna a essere un prodotto per pochi.

La California, invece, non sembra aver risentito del colpo. Ha chiuso il trimestre con 86.857 nuovi veicoli a emissioni zero venduti, il 19,1% delle immatricolazioni di auto nuove. È come se lo Stato avesse un motore proprio, scollegato dalle decisioni federali. La domanda che resta aperta, a guardare questi numeri, è semplice: come ha fatto la California a restare sopra il 19% mentre il resto del Paese arranca? La risposta non sta in un fattore solo. Sta in scelte pubbliche precise, fatte prima e dopo la fine degli aiuti federali, e in condizioni di mercato che altrove non esistono.

Il paracadute statale: MyFirstEV e 20.000 colonnine

La risposta non è solo culturale: è una rete di incentivi statali e infrastrutture di ricarica. Il programma MyFirstEV offre 3.500 dollari di sconto sull’acquisto di un nuovo veicolo elettrico con prezzo di listino fino a 50.000 dollari. È un sussidio che interviene esattamente dove Washington si è ritirata: sull’acquisto di un’auto nuova, per chi ha la possibilità di spenderne fino a 50.000. A questo si aggiunge l’infrastruttura. La California ha superato i 20.000 caricabatterie rapidi in corrente continua, una rete pensata per ridurre l’ansia da autonomia sui tragitti brevi vicino a casa e lungo i principali corridori di trasporto dello Stato.

E poi c’è il prezzo della benzina. Alcune zone della West Coast, in particolare la California, hanno registrato prezzi della benzina ancora più elevati, come riportato da TIME. Quando riempire il serbatoio costa caro, il calcolo economico tra un’auto elettrica e una a combustione cambia. Ma quell’aiuto ha un perimetro preciso: auto nuove fino a 50.000 dollari e zone servite dalla rete rapida. Non è un paracadute universale.

Chi paga il prezzo della transizione a due velocità

Il perimetro, però, è stretto. I 3.500 dollari di sconto valgono solo per chi può permettersi un’auto nuova con prezzo di listino fino a 50.000 dollari. Resta fuori chi compra usato, chi ha bisogno di un mezzo più economico, chi vive lontano dalle zone coperte dalla rete rapida. E qui si apre la contraddizione: proprio dove la benzina costa di più, come in buona parte della California, chi non ha alternative elettriche continua a pagare il prezzo pieno del carburante tradizionale. La transizione californiana premia chi può entrare nel mercato elettrico, ma non ha risposte per chi ne resta fuori.

La domanda resta aperta: che cosa succede quando lo sconto statale non basta più e la benzina cara colpisce chi non ha alternative elettriche? La California ha mostrato che un mercato elettrico può sopravvivere alla fine degli aiuti federali. Il vero test, però, è un altro: capire se quella sopravvivenza è destinata a restare un privilegio geografico.