Sospese le penalità dell’articolo 33 per il triennio 2027-2029: senza sanzioni il primo banco di prova.
Nel 2024 l’Unione europea ha varato il primo regolamento al mondo che sanziona le emissioni di metano del gas e del petrolio importati. Nel 2026, lo scorso 21 luglio, è arrivata la raccomandazione della Commissione europea: sospendere fino al 2029 le sanzioni previste da quello stesso regolamento. Il paradosso è già servito: si legifera e poi si rinvia prima ancora di applicare.
Il regolamento 2024/1787, come si legge nella scheda di sintesi dell’UE, riguarda le emissioni di metano legate a petrolio, gas naturale e carbone immessi nel mercato europeo, incluse quelle prodotte fuori dai confini dell’Unione. In altre parole, l’Europa aveva scelto di non guardare solo a ciò che accade dentro i propri confini, ma di portare la disciplina climatica anche sui fornitori esteri. È questa la novità che ora viene congelata.
La moratoria prima del decollo
La raccomandazione della Commissione invita gli Stati membri a sospendere le sanzioni per inadempienza per tre anni, dal 2027 al 2029, con l’obiettivo esplicito di evitare interruzioni dell’approvvigionamento. Non si tratta di riscrivere il regolamento, ma di disinnescarne l’effetto pratico nel momento in cui gli obblighi degli importatori sarebbero entrati in vigore. Le contestazioni e i rinvii non arrivano dopo una fase di applicazione fallita: arrivano prima che le penalità diventino operative. Non viene meno l’obbligo, ma viene meno il costo dell’inadempienza. È una distinzione decisiva, perché cambia tutti gli incentivi per i prossimi tre anni.
Il contrasto è netto. L’Unione europea si era presentata come il primo regolatore globale sul metano importato, capace di imporre standard ambientali anche a chi produce oltre frontiera. La proposta di moratoria, invece, accetta di fatto l’idea che gli obblighi possano essere rinviabili senza conseguenze. La domanda non è tecnica: se le sanzioni non si applicano per i primi tre anni, a cosa serve il regolamento?
Undici paesi e la paura della sicurezza energetica
La raccomandazione non nasce dal nulla. Undici paesi guidati da Repubblica Ceca e Slovacchia hanno chiesto alla Commissione di rinviare di almeno tre anni le disposizioni chiave delle norme europee sul metano. Secondo un documento visto da Euronews, i firmatari sostengono che l’applicazione immediata delle regole potrebbe minacciare la sicurezza energetica europea in un periodo di instabilità geopolitica. La Commissione ha poi tradotto quella pressione in una raccomandazione formale.
Ma c’è un’altra lettura. La Commissione scommette che le compagnie di gas e petrolio continueranno a esportare in Europa nonostante le nuove regole climatiche, al di là delle minacce del settore di cercare altri mercati. Gli esportatori di combustibili fossili e i paesi membri dipendenti dalle importazioni avevano sostenuto che le norme sul metano avrebbero deviato i flussi, soprattutto da Stati Uniti, Algeria e Libia. La Commissione sembra però ritenere quegli allarmi poco credibili, pur cedendo lo stesso alla richiesta di rinvio. È una posizione contraddittoria: da un lato dice che le aziende non se ne andranno, dall’altro sospende le sanzioni per evitare che se ne vadano.
Il buco normativo del 2027-2029
La sospensione non è un dettaglio tecnico: tocca le penalità previste dall’articolo 33(5)(m), (n) e (o) del Regolamento UE sul metano per gli obblighi degli importatori in scadenza nel 2027, 2028 e 2029. In pratica, la Commissione propone di lasciare senza sanzioni esattamente il triennio in cui gli importatori avrebbero dovuto adeguarsi. Non c’è un nuovo calendario, né un meccanismo sostitutivo: c’è un vuoto normativo che coincide con il primo vero banco di prova del regolamento.
Se le penalità non si applicano per i primi tre anni, l’intero impianto perde credibilità. Il metano non smette di essere un problema climatico perché le sanzioni vengono rinviate. Ma senza conseguenze misurabili, il regolamento rischia di diventare un impegno senza attuazione. Ed è esattamente il punto da chiarire nei prossimi mesi: l’Unione europea sospende le sanzioni sul metano importato per paura di restare senza gas, oppure sta semplicemente rimandando il momento in cui dovrà dimostrare di saper fare sul serio?




