La selezione italiana per l’IPCEI europeo sui materiali avanzati circolari impone una soglia che esclude di fatto i piccoli progetti
Trentacinque milioni di euro. È la soglia minima per entrare nella partita italiana dei materiali circolari avanzati. Non un incentivo, un filtro. A metà luglio il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato l’Avviso pubblico per la selezione dei progetti italiani dell’IPCEI CAM – Circular Advanced Materials, su indicazione del ministro Adolfo Urso. Le imprese interessate hanno tempo fino al 22 settembre per inviare la manifestazione d’interesse. Le iniziative candidate devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 35 milioni di euro, e secondo la Commissione europea saranno privilegiate le richieste di aiuto di Stato di almeno 50 milioni.
La decisione: 35 milioni per entrare nella circolarità
L’avviso è il passaggio con cui l’Italia seleziona i progetti nazionali da candidare all’IPCEI europeo. La cornice esiste già: nel novembre 2024 gli Stati membri avevano approvato quattro candidati IPCEI, tra cui quello sui materiali avanzati circolari. Ma il bando italiano aggiunge un vincolo che cambia la platea: non basta presentare un’idea circolare, serve un progetto capace di superare una soglia di costo e spesa rilevante.
Le proposte devono contribuire ad almeno una delle sei strategie dell’economia circolare: Ripensare, Ridurre, Riparare, Riutilizzare, Riconvertire e Riciclare. In teoria l’obiettivo è ampio: materiali innovativi, processi produttivi avanzati e soluzioni tecnologiche sostenibili. In pratica la selezione avviene prima su scala finanziaria. È la differenza tra l’annuncio politico e l’atto vincolante: il ministro presenta la chiamata, ma il tetto d’ingresso è fissato dalla pratica amministrativa e dalle attese di Bruxelles. Non è l’unica finestra: il Ministero indica anche l’IPCEI BIOCHEM sui prodotti chimici biobased con scadenza il 24 settembre, appena due giorni dopo quella del CAM. Ma questa soglia non vive nel vuoto: è dentro una partita europea già avviata, e il modo in cui altri Paesi la giocano racconta una differenza.
La partita europea e il confronto finlandese
L’IPCEI sui materiali circolari avanzati non è un’invenzione italiana. Già nel novembre 2024 i quattro candidati IPCEI approvati dagli Stati membri includevano i materiali avanzati circolari, insieme a intelligenza artificiale, semiconduttori avanzati e infrastrutture di edge computing. Ora l’Italia mette a gara la propria quota, con scadenza il 22 settembre. La Finlandia ha scelto un ingresso diverso. Business Finland ha lanciato un bando per sondare l’interesse delle aziende finlandesi a partecipare all’iniziativa paneuropea IPCEI CAM. La parola chiave è “sondare”: si parte dall’interesse, non da una soglia minima dichiarata. Il bando finlandese chiede alle imprese di farsi avanti; quello italiano chiede prima di tutto di dimostrare una scala da 35 milioni. Sono due modi opposti di interpretare lo stesso strumento europeo.
Resta da capire, a valle delle candidature, quali soggetti italiani potranno davvero rispondere a questa chiamata.
Chi vince e chi resta fuori: la selezione naturale del Fondo IPCEI
Una risposta parziale arriva dal meccanismo di sostegno. Il Fondo IPCEI è lo strumento agevolativo che supporta le attività svolte dai soggetti italiani coinvolti negli IPCEI. In altre parole, il denaro pubblico accompagna i progetti selezionati, non allarga la platea di chi può candidarsi.
Qui sta il paradosso. Le sei strategie indicate dall’avviso descrivono un’economia circolare diffusa, fatta di riparazione, riuso e riconversione dal basso. Ma il requisito dei 35 milioni seleziona automaticamente pochi soggetti con capacità di investimento e struttura finanziaria adeguata. Non serve una norma per immaginarlo: un progetto che deve spendere almeno 35 milioni di euro ammissibili non è una domanda da piccola impresa, da cooperativa o da distretto artigianale. E la soglia può salire ancora, perché la Commissione europea orienta le attese verso richieste di aiuto di Stato di almeno 50 milioni. Il filtro si stringe due volte: prima sulla scala, poi sull’intensità dell’aiuto.
Il 22 settembre è vicino. Tra poco più di due settimane sapremo se la manifestazione d’interesse produrrà una platea larga o una lista corta. Il bando IPCEI CAM non è solo una scadenza: è un test sulla reale ampiezza della transizione circolare italiana. Se la soglia dei 35 milioni resta l’unico filtro, la partita resterà aperta solo per pochi.




