La certificazione volontaria, nata con le ONG, resta divisiva per gli operatori.

Lo scorso 20 luglio SCS Global Services ha pubblicato lo standard SCS-004 per il riciclo avanzato, chimico e molecolare, presentandolo come il primo standard di certificazione indipendente per il riciclo chimico responsabile. Non è una notizia dell’ultima ora, e forse proprio questo è il punto: a oltre un mese dal lancio, il settore si ritrova con un bollino volontario di produzione responsabile costruito su linee guida nate da un processo multi-stakeholder che includeva anche le ONG. La tecnologia, però, resta sotto accusa. Il nodo non è se il comparto si è dato uno standard, ma chi può davvero fidarsi di un certificatore che certifica una pratica ancora in cerca di legittimità.

La base dello standard non è un’invenzione nata dal nulla. SCS-004 riprende le Linee guida per la produzione responsabile per le operazioni di riciclo avanzato, chimico e molecolare pubblicate dalla Ocean Plastic Leadership Network, oggi CIRCLE. Quelle linee guida sono state sviluppate con un processo pre-competitivo multi-stakeholder: marchi, riciclatori, ONG e altri attori della catena di approvvigionamento. Già nel maggio 2025, un gruppo di produttori di plastica e beni di consumo stava lavorando a standard di produzione responsabile per il riciclo chimico. Il risultato è un paradosso: la certificazione arriva da un percorso che ha cercato il consenso delle stesse organizzazioni che oggi guardano al riciclo chimico con sospetto.

La conformità a SCS-004 viene valutata con audit annuali condotti da SCS Global Services, che si presenta come terza parte indipendente e qualificata. Il meccanismo è a livelli: Core, Plus e Trailblazer. Core copre i requisiti fondamentali: sistemi di gestione, permessi operativi, trasparenza della catena di custodia, rendicontazione sociale e ambientale. Plus riconosce il miglioramento continuo rispetto a baseline stabilite. Trailblazer premia le prestazioni migliori in aree come trasparenza, gestione dell’acqua, zero rifiuti e impatto sociale. L’obiettivo dichiarato è riconoscere i progressi e spingere gli impianti a fare di più, non semplicemente a dimostrare di esistere.

ISCC PLUS contro SCS-004: chi perde?

Se SCS-004 punta su audit annuali e una struttura a livelli per premiare il miglioramento continuo, l’incumbent si chiama ISCC PLUS, già usato da Eastman e presidio della catena di custodia e della contabilità mass balance. La differenza non è solo tecnica. ISCC PLUS certifica la tracciabilità e la contabilità del mass balance: in pratica, come il materiale riciclato viene attribuito lungo la filiera. SCS-004 prova a spostare la competizione su un altro piano, quello delle prestazioni sociali e ambientali progressive, con tre gradini che vanno dalla conformità di base al riconoscimento delle best practice.

Il vantaggio dell’incumbent è la familiarità: ISCC PLUS è già dentro le filiere, usato da operatori come Eastman. Il vantaggio di SCS-004 è la costruzione multi-stakeholder da cui deriva, il tentativo di portare dentro ONG e marchi fin dall’inizio. Ma è anche il suo punto debole: se quelle stesse ONG restano critiche sul riciclo chimico, la legittimità della certificazione diventa un problema di secondo livello. Non basta dire che lo standard è basato su linee guida condivise; serve che chi lo usa dimostri risultati che vadano oltre la semplice etichetta. Resta da vedere se la struttura Core, Plus, Trailblazer basterà a convincere ONG e brand che il riciclo chimico può essere davvero responsabile.

La domanda che resta aperta

Al di là delle etichette e dei livelli, il punto non è quanti gradini di certificazione esistano, ma se qualcuno li userà davvero. Il programma di certificazione lanciato da SCS Global Services serve a consentire agli impianti di riciclo chimico di comunicare le loro pratiche responsabili al mercato. Resta da capire se basterà a far accettare una tecnologia che per molti resta una scorciatoia, non una soluzione. E soprattutto: cosa succederà ora agli impianti e ai brand che devono scegliere tra ISCC PLUS e SCS-004? Con quali risorse e con che tempi si misurerà l’adozione reale?